La UE mostra giorno dopo giorno la sua vera anima, quella di vessazione sui popoli, retrobottega e sguattera di un’organizzazione economica e finanziaria, quella liberal liberista, travestita dal buonismo dalle ONG, fondata sull’aperta irrisione dei popoli, degli Stati, delle legislazioni. Con una politica ambigua e tramacciona la Germania e i loro servi francesi stanno cercando di inglobare la Spagna per isolare sempre più i Paesi più vulnerabili quali Italia e Grecia, quest’ultima ormai distrutta irrimediabilmente. Come si può tollerare che alla chetichella siano stati rimpatriati degli stranieri stordendoli e legandoli, caricandoli su degli aerei, senza nessun avvertimento, dimostrando una prepotenza mai sopita nell’animo tedesco. Chi ha organizzato tutto ciò? E sulla base di quali informazioni? Nei piani alti di Bruxelles tutti hanno taciuto; anche in Vaticano il signore argentino, così vicino agli ideali di sinistra, non si è indignato.

Il piano è questo: ridurre l’Italia ad hub per gli stranieri; del resto le navi ONG sponsorizzate da Soros e compagni non battono bandiera tedesca o olandese? Oggi vediamo la Sea Watch supportata da membri dell’establishment tedesco, portare ripetutamente i migranti in Italia dalla Libia sfidando le istituzioni italiane in nome di un piano ormai evidente a tutti: favorire l’immigrazione nei paesi “obiettivo”, ossia nei paesi da conquistare, creando una “asimmetria economica” in grado di destabilizzare dall’interno le nazioni già condannate. E’ per quello che si fanno arrivare migranti, a cui sarà dato il voto; sì perchè il piano per abbattere i partiti populisti prevede che gli stranieri voteranno in massa PD portavoce del progetto caro alla UE, ovvero alla Germania, che vuol fare carne di porco del paese dove i migranti arrivano a frotte, sovvertendolo dall’interno.

E allora scopriamo che dietro il traffico dei migranti c’è (anche) un deputato della Linke (l’estrema sinistra tedesca), Gregor Gysi, ex politico della DDR, figlio del ministro della cultura della DDR (Klaus Gisy) e vicinissimo a quel tal Honecker, ossia un membro dichiarato della ex temutissima Stasi, che finanzia la ONG tedesca Sea Watch con il compito di portare migranti in Italia sfidando le istituzioni italiane. Nella Sea Watch scopriamo oggi che ci lavorano personaggi italiani dell’estrema sinistra. E viene dunque da pensare: non è che ancora a tutt’oggi gli ex servizi segreti della DDR, confluiti nella BND, l’attuale servizio segreto tedesco continuino a lavorare a favore della Germania, dunque a favore dell’EU, per destabilizzare l’Italia? Guarda caso si è appurato che Pia Klemp, attivista della Die Linke, ex capitano delle navi Iuventa e Sea Watch, ha “collaborato” con i contrabbandieri libici per salvare i migranti presi in mare con la sua nave: questa “complicità”, se fosse dimostrata dalla giustizia italiana, trasformerebbe lo status dell’ex capitano della Sea Watch da “soccorritore umanitario di migliaia di persone in mare” a “complice dell’immigrazione clandestina”. Attualmente la Klemp è indagata in Italia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il processo dovrebbe iniziare a breve e la condanna rischia di essere pesante: fino a 20 anni di carcere.

Sappiamo però già da che parte sta la sinistra italiana che ha firmato la petizione #FreePia per chiedere l’immunità della tedesca. All’appello, in concomitanza alla Giornata internazionale del rifugiato, si sono uniti lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia, il vicepresidente della Commissione Istruzione e Cultura al Senato Francesco Verducci (Pd) e il senatore ex M5S Gregorio De Falco, noto per le sue battaglie a favore dei diritti dei migranti e ancora il giornalista Sandro Ruotolo, il senatore dem Roberto Rampi e il giornalista e scrittore Paolo Borrometi. La petizione dice che l’ex capitano abbia sempre agito secondo le regole internazionali, rimarcando il fatto che “gli oppositori politici siano ora messi a tacere dalla giustizia è un orribile ricordo degli inizi fascisti e dell’era nazista”.