Con il nuovo presidente regionale Cirio barcolla il sostegno, dato da Chiamparino, al raduno più antileghista della storia

Venticinque- mila euro di fon­di regionali stanziati per fi­nanziare il gay pride che si svolgerà sabato prossimo a Torino. Il nuovo presidente della Regione Piemonte, Al­berto Cirio, è stato procla­mato da appena tre giorni ma già si trova in eredità la prima patata bollente, pas­satagli dall’ex giunta di cen­trosinistra, ovvero il patroci­nio al più antisalviniano di tutti i pride che siano mai stati organizzati finora. Di­fatti, quest’anno, il tema scelto dalla comunità lgbt è Over thè borderà, il supera­mento dei confini, e il docu­mento delle rivendicazioni del Torino Pride, oltre alle consuete istanze dell’attivi­smo gay, «incrocia» altre te­matiche dell’attuale mo­mento politico, schierando­si contro il programma della Lega e del centro-destra in materia di famiglia, vita, li­bertà educativa e persino immigrazione.

IUS SOLI E POLIAMORI

Nelle quattro pagine del documento politico, pubbli­cato sul sito del Torino pri­de, si va dalla richiesta di abrogazione del decreto si­curezza del ministro Matteo Salvini alla promozione del­lo ius soli, passando per il riconoscimento dei «polia­moti» (leggasi legge sulla po­ligamia), le adozioni per le coppie dello stesso sesso, il suicidio assistito e l’aboli­
zione della legge 40 che, ri­cordiamo, è il quadro nor­mativo che regola la procrea­zione assistita e che vieta la pratica dell’utero in affitto.

Insomma, il testo assomi­glia in tutto e per tutto alla base programmatica di un partito della sinistra radica­le: non a caso nei primi capo­versi si dichiara apertamen­te che «il Pride è antifasci­sta, antirazzista e di lotta». «Oggi, più che mai, l’attuale governo e organizzazioni di ispirazione dichiaratamen­te fascista e contro le libertà personali», si legge ancora, «favoriscono linguaggi e pensieri di matrice discrimi­natoria nei confronti difasce sociali esposte come i mi­granti, le persone Lgbtqi* e le donne». Gli organizzatori del pride sostengono anche che «sperimentiamo sem­pre piu spesso nel nostro Paese diverse occasioni di repressione sociale»e «alcu­ni quartieri vengono addirit­tura militarizzati».

MIGRANTI LGBT

Tra le rivendicazioni com­pare inoltre la «maggiore tu­tela» per i migranti lgbt, una questione molta calda dopo i numerosi casi di cronaca, che hanno visto migranti raggiunti dal provvedimento di espulsione dichiararsi gay al fine di ottenere la prote­zione internazionale. Si trat­ta infatti di status che ri­schiano di essere sfruttati da chi non ne ha diritto e molto difficili da accertare fuori dalle camere da letto.

Fatto sta che alla luce del nuovo quadro politico uscito
dalle urne del 26 maggio, gli organizzatori del pride ini­ziano a temere riguardo al­l’effettiva erogazione dei 25.000 euro. Il patrocinio è stato già concesso e firmato dalla vecchia giunta Chiam­parino ma non è stato anco­ra liquidato, mancherebbe una firma della ragioneria.

PETIZIONE DI CITIZENGO

La settimana scorsa il coordinamento arcobaleno ha richiesto pubblicamente al nuovo presidente di «non togliere il patrocinio». Sulla Repubblica la coordinatrice, Giziana Vetrano, ha chiarito che saranno «interlocutori di chiunque al di là del colore politico», ma saranno «irre­movibili» nel portare avanti le loro rivendicazioni. A chiedere un segnale di netta discontinuità è invece il pre­sidente di Citizengo Italia, Filippo Savarese, che ha lan­ciato ima petizione Online per bloccare il finanziamen­to, a cui ha aderito anche la sezione piemontese del Fa­mily day. «Se la Regione vorrà inter­venire fin da questa edizione sarebbe la cosa migliore», spiega Savarese, «ma più in generale chiediamo al presi­dente Cirio di rivedere la po­sizione del Piemonte e di cancellare tutti i futuri fi­nanziamenti alle associazio­ni lgbt che propongono la maternità surrogata, il rico­noscimento del terzo sesso, programmi di educazione nelle scuole e la poligamia». Savarese chiede, infine, l’u­scita della regione dalla rete Ready (realtà delle amministrazioni pubbliche che adottano politiche gay frien­dly) e il rilancio di misure economiche e culturali che facciano del Piemonte un’i­stituzione modello sul fron­te delle politiche per la fami­glia e la natalità. Sentito dalla Verità, il neo consigliere regionale di Fra­telli d’Italia, Maurizio Mar­rone, ritiene che ci siano po­chi margini per ritirare il fi­nanziamento del 20ig e ri­corda che l’assemblea regio­nale non si riunirà prima di luglio. Tuttavia, come mem­bro della maggioranza di centro-destra, Marrone as­sicura che ci sarà un cambio di rotta coerente con «il mandato cosi netto» dato lo­ro dagli elettori che hanno decretato la schiacciante vit­toria di Cirio. «Dobbiamo ri­vedere i patrocini», afferma Marrone, «non possiamo ignorare il documento del pride che pone delle rivendi­cazioni irricevibili e in con­trasto con il nostro program­ma».

Fonte:”La Verità”