Parla il braccio destro di Salvini: “La Lega non starà mai con i negazionisti. L’AfD? A Bruxelles è con Di Maio”

«Sarebbe ben strano se i 5stelle si trovassero a far parte del cosiddetto “sistema” in Europa». Si fa una risata LorenzoFontana, ministro della Famiglia e amico di lunga data di Matteo Salvini, al solo sentir parlare di un possibile sbocco di M5S in un’intesa futura con le famiglie popolari e socialiste europee. Accordo che li farebbe diventare una stampella di salvataggio e cadere in una«contraddizione» difficile da giustificare. Specie per chi inItalia è alleato con una forza che vuole rendere «più flessibili» i parametri di Maastricht per adattarli alle diverse realtà dei singoli paesi.

Intanto si può dire che sia più vicina la costituzione in Europa di un gruppo di partiti sovranisti? Oggi si parte con un incontro che vuole rappresentare la volontà dei tre gruppi eurocritici, Efdd, Enl ed Ecr: in cui ognuno lancerà il progetto di unità di tutti i gruppi identitari che vogliono riformare l’Europa».Con quali obiettivi?«Verranno annunciati dieci articoli in cui si sottolinea che l’Ue non può imporre vincoli che soffocano le economie dei paesi senza tener conto delle diverse storie e tradizioni e della tipicità dei valori economici,favorendo alcuni paesi a discapito di altri. Bisogna ar­monizzare i vari modelli e la­sciare più libertà rispetto ai parametri di Maastricht. Fa­cendo in modo che non siano così rigorosi da rischiare di strozzare alcuni paesi. In Eu­ropa si è stabilito un rigore che non ha aiutato alcuni stati ad uscire dalla crisi. Negli Usa hanno iniettato moneta e ora loro vanno meglio. Anche l’Italia ha fatto i suoi errori, il nostro debito è alto, ma non si può soffocare il nostro paese».

Da questa alleanza sovrani- sta non temete ripercussioni nell’Ue per la flessibilità da attuare nella prossima ma­novra? «Penso che avremo un grup­po così ampio e numeri tali che se non si vorrà creare uno scontro molto forte, bisogne­rà sedersi al tavolo a dialoga­re. Io prevedo un gruppo da 120 a 140 parlamentari, con 3-4-5 governi rappresentati nel consiglio Europeo e con un certo numero di commis­sari europei, da tre a cinque. Una forza che non può essere trascurata e in qualche modo diremo la nostra con un peso non indifferente. Dunque con noi bisognerà mediare».

Dunque cosa chiederete? «Parametri più flessibili. Che non significa cambiarli. E rive­dere i trattati, ma per rilanciare l’economia. Se dovesse esserci una crisi, la strada presa fin qui può esser quella giusta? Anche sui migranti abbiamo un’altra visione, così come sui trattati commerciali, dove è stata fino­ra imposta una linea che favori­va molto le multinazionali e non le piccole medie imprese».

In questo gruppo sovranista- identitario ci saranno anche i tedeschi di AfD, quelli che – come ha detto Di Maio – ne­gano l’Olocausto? «Mah, ho avuto modo di co­noscerne alcuni e non ho mai sentito qualcosa a riguardo. E quindi non credo lo neghino. Se così fosse non potremmo stare insieme con i negazioni­sti. Il problema è che AfD oggi si trova nel gruppo Efdd, dove ci sono anche i 5stelle. Ora al­leati sono loro e quindi l’at­tacco mi pare surreale e fuori luogo. Quando è avvenuto in Baviera quell’episodio cui fa riferimento Di Maio, loro era­no insieme in Europa e non hanno detto nulla».

Salvini ha detto che voi vole­te stare con chi vuole cam­biare l’Europa, altri con chi invece vuole gestirla. Si rife­riva a Di Maio, stando alle vo­ci che loro possano allearsi con le famiglie tradizionali europee per fare da ago della bilancia? «Non so che alleanze stiano cercando di fare i 5stelle. So che hanno tentato di entra­re prima coi liberali, i più europeisti, verso cui noi non abbiamo simpatia. Per noi l’Ue va riformata in ma­niera pesante».

Forse vogliono fare da stam­pella alle forze tradizionali per non diventare irrilevanti in un gruppo laterale? «Mi auguro non lo facciano, non sarebbe una bella pro­spettiva. Le forze riformiste dovrebbero cercare di rifor­marla l’Europa, altrimenti ri­schiano di essere assorbite dal
sistema. E per i 5stelle sarebbe curioso, fatico a capire che in­tenzioni abbiano».

Così sareste avversari in Eu­ropa e alleati in Italia? «Bisogna capire cosa voglio­no fare. Se dovessero diven­tare parte del sistema, noi ab­biano una linea chiara e sa­rebbe una contraddizione che dovrebbero spiegare anche ai loro elettori italiani». 

Fonte: “La Stampa”