Liverpool, 24 aprile 2018 – Il piccolo Alfie Evans, il bimbo britannico affetto da una grave malattia neurodegenerativa al centro di un’aspra battaglia legale tra i medici e i suoi genitori, è ancora vivo dopo il distacco del respiratore, avvenuto ieri sera alle 21.17. Il padre, Thomas Evans, che su Facebook ha confermato il distacco dei macchinari, ha spiegato che il bimbo ha continuato “a respirare senza assistenza per 9 ore”. Fonti vicine alla famiglia, invece, riferivano che nella notte i genitori del piccolo gli avrebbero praticato la respirazione bocca a bocca, non potendo più Alfie ricevere ossigeno dalle macchine.

IL PADRE – Secondo il papà non è quanto si aspettassero i medici, che pensavano che il piccolo sarebbe morto nel giro di pochi minuti: “Dicevano che stava soffrendo e invece non soffre anche senza respiratore”, ha detto, dicendosi convinto comunque che presto potrà aver bisogno di “sostegno” per continuare a respirare. Tom ha aggiunto che il bimbo non ha avuto neppure acqua o cibo “per sei ore”, ma poi è stato idratato dai sanitari.

E ha poi aggiunto su Facebook: “Ho combattuto duramente in tribunale per mio figlio perché so cosa è giusto!! E guarda dove siamo ora, mio figlio è ancora vivo dopo 10 ore orribili spaventose strazianti”. Anche la mamma Kate ha fatto un post, aggiungendo una foto del piccolo, che dorme, non più intubato e tenuto in braccio: “Ad Alfie è stato dato il permesso di ossigeno e acqua!! Quanto è incredibile lui? Qualunque cosa accada, ha già dimostrato che questi dottori hanno torto”.

Quando al bimbo sono stati staccati i macchinari per la ventilazione i genitori erano nella stanza dei piccolo, all’Alder Hey Hospital, per trascorrere con lui gli ultimi momenti. Non è bastata dunque la cittadinanza italiana concessa in extremis dal governo perché il bimbo fosse trasportato a Roma, dove l’ospedale pediatrico del Bambino Gesù era pronto ad accoglierlo. In una conference call ieri sera si sono sentiti il team legale della famiglia in Italia, il giudice della Corte di Londra Anthony Paul Hayden e l’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta. Ma alla fine il giudice Hayden ha autorizzato i medici a staccare la spina, confermando la decisione già presa la settimana scorsa ovvero che fosse nel “migliore interesse” del piccolo, secondo i medici senza ormai speranze, andarsene serenamente. Gli unici parenti ammessi nella stanza, oltre ai due genitori, sono stati due membri della famiglia.

IL BAMBIN GESU’ – Intanto dal Bambin Gesù fanno sapere che un aereo attrezzato è pronto a partire per portere il piccolo in Italia. “In questo momento Alfie ha un respiratore. L’equipe del Bambino Gesù è pronta per partire con un aereo fornito dal ministro Pinotti”, ha detto la presidente dell’ospedale romano, Mariella Enoc, a Radio 24. “Ho parlato poco fa con Thomas, il padre di Alfie. In questo momento Alfie ha la mascherina per l’ossigeno però c’è bisogno di trasportarlo. Poco fa ho parlato con l’ambasciatore (italiano a Londra, ndr.) Trombetta a cui ho detto che l’equipe del Bambino Gesù è allertata e pronta a partire in pochi minuti. Il ministro Pinotti si sta attivando per dare l’aereo. La situazione va risolta in pochi minuti”.

Fonte: “Quotidiano.net”