Cacciato da Torino (ma poi c’è andato lo stesso) è arrivato Domenica 24 Febbraio alle 10,30 a Verona. È Il bus «antigender», ufficialmente «Bus della libertà». l’iniziativa di un comitato di cittadini, CitizenGo, che si dichiara dalla parte «della tutela dei bambini e della famiglia». Il torpedone, grande classico delle campagne elettorali, è di colore arancione. Gli slogan sulla carrozzeria cambiano a seconda delle mete e delle campagne, ma hanno sempre la questione dell’educazione «di genere» a scuola. «Non confondete l’identità sessuale dei bambini». E ancora: «I bambini sono maschi, le bambine sono femmine». La giunta Appendino le ha considerate sufficiente per etichettare l’iniziativa come «omofoba» e dire di no al transito del bus. Ma CitizenGo ha trovato un alleato nel vicesindaco di Verona Lorenzo Fontana, che ha subito portato la propria solidarietà. «Dispiace che l’ideologica gender entri prepotentemente nelle pratiche comunali. Come vicesindaco di Verona, diversamente dagli amministratori di Torino, Domenica mattina sono stato in piazza Bra ad accogliere il pullman degli amici di CitizenGo. Coerentemente col nostro programma elettorale, e con quanto ho illustrato nel mio libro: “La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi”, siamo in prima linea per sostenere ogni iniziativa volta a difendere e a promuovere i valori della famiglia, la natalità e la salvaguardia dei nostri figli».